Da Omero in poi, le parole composte con il suffisso Philo
servivano a descrivere l'atteggiamento di chi faccia coincidere il proprio interesse, il proprio piacere, la propria ragione di vita con una determinata attività.
Pierre Hadot

Scuola Philo
I percorsi formativi
Lezioni 2011/2012
I docenti
Ammissioni
Sede
Archivio eventi
 
Pratiche filosofiche
SABOF
Biblioteca
Incontri e Seminari
Link

 

 

MAPPA DEL SITO
CONTATTI
NEWSLETTER
HOME PAGE
 

Il corso di formazione superiore in Analisi biografica a orientamento filosofico si rivolge a coloro che desiderano competenza professionale nella formazione e nella cura.

Il corso, partendo dall'impegno vocazionale nella pratica di un modo di vivere filosofico, ha come obiettivo la cura dell'altro. Base imprescindibile sono la costruzione e lo sviluppo di una consapevolezza personale che, solo in quanto tale, può diventare per l'altro aiuto nella ricerca di un senso dell'esistenza capace di sopportare e integrare i momenti di crisi, trasformandoli in occasioni di comprensione e di equilibrio.

Per una descrizione introduttiva sull'Abof, vedi la pagina: CHI E’ E COSA SA FARE L’ANALISTA FILOSOFO. CHE COSA E’ L’ANALISI BIOGRAFICA A ORIENTAMENTO FILOSOFICO

 

Il percorso è quadriennale, e ogni anno di corso ha inizio a novembre e si conclude nell’ottobre dell’anno successivo.
Per ogni anno sono previsti 10 weekend di lezione e un seminario residenziale di 4 giorni.

 

Gli ambiti e i percorsi formativi che caratterizzano il corso sono i seguenti (clicca sui titoli per leggere le descrizioni dei singoli percorsi in questa pagina).

- Le pratiche filosofiche e l'analisi biografica a orientamento filosofico

- Analisi e lettura del contesto

- Mediazione corporea

- Psicologie del profondo

- Lo sguardo autobiografico

 

Qui potete scaricare anche il pdf della BIBLIOGRAFIA DI BASE della scuola.

 

PERCORSO FORMATIVO: LE PRATICHE FILOSOFICHE E L'ANALISI BIOGRAFICA A ORIENTAMENTO FILOSOFICO

 

Questo percorso comprende due moduli: il primo, dedicato alle pratiche filosofiche, antiche e rinnovate, concretizzato dagli esercizi spirituali e dal metodo biografico che ne consente la riproposizione adeguata al contesto storico della modernità matura, fa da contenitore al secondo, dedicato a quella pratica specifica  e professionale che è l’abof (analisi biografica a orientamento filosofico). Per preparazione all’abof si intende una base che consenta la pratica dell’analisi, individuale e gruppale (anche se la legittimazione risiede nella approvazione dell’analista personale all’inizio della professione); della consulenza orientata analiticamente; della formazione alle pratiche filosofiche; dell’accompagnamento spirituale laico.
I due percorsi sono finalizzati alla conoscenza approfondita delle pratiche filosofiche che costituiscono lo specifico formativo della scuola Philo.  Essi sono ricorsivi e intrecciati, durano quattro anni e imitano la figura del cerchio.
I temi che li costituiscono si completano/complicano l’un l’altro, non è quindi importante il punto dal quale si parte.

Per il modulo A si intende quello riferito alle pratiche filosofiche.
Per il modulo B si intende il modulo riferito all’abof.
Il gruppo di docenti è unico e formerà la coppia che guiderà l’insegnamento seguendo le esigenze tematiche specifiche.

  • IA) Gli esercizi spirituali delle pratiche filosofiche antiche e il loro contesto (secondo le ricostruzioni e le proposte di P. Hadot, di M. Foucault, di Ch. Horn e di altri).
  • IB) Le due forme del pensare.
    Nel lessico di Jung il pensare indirizzato e non indirizzato,  ovvero il rapporto fra pensare concettuale-logico e il pensare narrativo-simbolico per come si intrecciano nel senso comune, nei saperi specialistici e nel fantasticare secondo le diverse forme di immaginazione.
  • IIA) Gli esercizi delle pratiche filosofiche rinnovate. Il metodo biografico come condizione di possibilità della convivenza e della composizione eclettica, sincretica ed ecumenica di aspetti teorici e tecnici diversi.
  • IIB) Somiglianze e differenze tra psicoanalisi e abof (vocazione e professione nella formazione; il patto-contratto iniziale; le forme del sentire/pensare; traslazione, cotraslazione e superamento dell’incentramento egoico; durata e fine della relazione analitica, stabilizzazione dell’insight ed estensione alla vita quotidiana attraverso l’esercizio).
  • IIIA+B) Trascendenze verso il discorso vero/autentico; verso gli altri, verso il mondo, come la specificità della dimensione filosofica se concepita come modo di vivere. Altre trascendenze incontrate nel lavoro analitico: magistero interiore; trasformazione del negativo; nesso mitobiografico.
  • IVA+B) La forma di trascendenza che può unire le forme dell’esperienza spirituale (religiosa, filosofica, artistica e psicologica): il desiderio di desiderio, o desiderio senza oggetto. Il rapporto fra amore di transfert, regola d’oro e principio misericordia. Dall’amore di transfert si passa alla regola d’oro e al principio di misericordia, come specificità della trascendenza filosofica verso l’altro che sorregge la relazione tra analista e analizzante.  Si scopre l’inter-intraessere, che costituisce l’orizzonte e il fondamento del sé, nel quale trova il suo senso, la sua direzione, il suo orientamento il metodo biografico. Si approda alla mistica filosofica, cioè all’unità degli orizzonti, all’unità con il mondo e con la storia, al mistero della conoscenza stessa che per sua natura poggia sull’inconosciuto e al tempo stesso lo moltiplica.
  • I temi verranno affrontati attraverso l’alternanza di

    • comunicazioni teoriche ;
    • pratiche ed esercizi filosofici;
    • lavoro su casi di analisi biografica a orientamento filosofico.
  • Verrà data particolare importanza a porre l’attenzione sull’allestimento del setting formativo necessario alla trasmissione delle pratiche e degli esercizi spirituali specifici.
  • I due percorsi e il loro coordinamento saranno curati da Claudia Baracchi, Laura Campanello, Romano Màdera e Domitilla Melloni.

Percorso a cura di Claudia Baracchi, Laura Campanello, Romano Màdera, Domitilla Melloni

 


PERCORSO FORMATIVO: ANALISI E LETTURA DEL CONTESTO

 

La premessa di questo percorso è che tutto ciò che accade avviene dentro una rete di relazioni dinamiche, che cambiano continuamente e sviluppano forme, idee, visioni del mondo, in larga parte inconsapevoli. L’informazione prende senso sempre e solo in un contesto. Il classico dualismo che separa soggetto e oggetto, centrato sul linguaggio “delle cose”, viene sfidato per mettere al centro il “pattern che connette” (Bateson), le relazioni, le (inter)azioni così da celebrare la complessità, la coerenza e la bellezza che caratterizzano ogni sistema evolutivo: l’individuo, la relazione terapeutica, la famiglia, il team di lavoro, la società più ampia... fino al cosmo (e oltre?). Questo richiede ai neofiti del pensiero sistemico una trasformazione (non facile) dello sguardo, che sarà utile al futuro analista filosofo in quanto apre prospettive e pensabilità inedite, comportando anche una rivisitazione delle proprie premesse, emozioni e posture relazionali. L’auto-consapevolezza emozionale (Sclavi) ne è parte integrante.
Alcuni temi trattati nel percorso sono:

  • i molteplici linguaggi della comunicazione e della conoscenza;
  • la famiglia come sistema evolutivo complesso;
  • l’osservazione come processo che svela l’osservatore;
  • la conduzione di conversazioni generative e trasformative con singoli e gruppi.

Il percorso utilizza momenti di attivazione dell’esperienza, i diversi linguaggi estetici (disegno, metafora, sculture...), simulazioni e role playing, conversazioni e discussioni collettive volte alla costruzione di una teoria soddisfacente e finalizzata all’azione deliberata. Verranno proposte letture tratte dalla vasta letteratura sistemica, ma sempre con l’idea che ogni allievo elabori un proprio percorso anche di approfondimento teorico.
Obiettivi del percorso:

  • riconoscere lo sguardo sistemico, comprenderne le implicazioni, imparare a utilizzarlo nella vita quotidiana e professionale;
  • elaborare un’etica/estetica coerente con le premesse sistemiche;
  • com-porre il proprio progetto di apprendimento dentro il contesto di Philo, con i docenti e il gruppo, sviluppando relazioni “ecologiche”, riflessive e improntate all’auto-consapevolezza emozionale.

Percorso a cura di Laura Formenti e Andrea Prandin

 


PERCORSO FORMATIVO: MEDIAZIONE CORPOREA

 

L’ascolto dell’altro implica il posizionamento del proprio ascolto. La relazione di cura, per integrare il pensare e il sentire in un identico processo, chiede all’analista la capacità e la disponibilità a stare nel presente con tutto il corpo. Un corpo che non sia solo parlato ma reso partecipe, sensibile, consapevole delle potenzialità delle sue risorse, dei suoi linguaggi e delle sue risonanze. Le molteplici teorie e strategie di presenza corporea, antiche e moderne, sono proposte in questo percorso in un’ottica trasversale e interdisciplinare che, forse per la prima volta, intende andare oltre la particolarità e la prerogativa di una singola scuola, tecnica, ideologia, al fine di tradurre la conoscenza e l’esperienza dei diversi approcci corporei alla formazione e alla cura in un saper essere trasversale ai diversi contesti professionali e alle diverse età della vita.
Il percorso si articola in due moduli paralleli:

  • pedagogia del corpo (innanzitutto l’ascolto attraverso l’espressione corporea, la psicomotricità, il teatro e l’improvvisazione nelle sue varie forme, la danza, le tecniche di consapevolezza posturale, di rilassamento e di meditazione, di uso della voce e della narrazione orale, le loro teorie in una prospettiva che assume il dato autobiografico e i suoi molteplici linguaggi  come necessari al farsi e al trasformarsi dell’esperienza).
  • pratica di lavoro organico (esplorazione delle potenzialità percettive e relazionali di presenza, attenzione, apertura e intenzione; esplorazione e trasformazione di condizionamenti, modelli e automatismi che impediscono al sapere organico di manifestarsi nei nostri gesti e di insegnarci ad ascoltare il corpo anche quando parla un linguaggio simbolico).

Percorso a cura di Ivano Gamelli e Maia Cornacchia

 

 

PERCORSO FORMATIVO: PSICOLOGIE DEL PROFONDO

 

Nel progetto di Philo il rapporto tra le filosofie, le pedagogie, le psicologie del profondo, le metodiche e le tecniche persegue la ricerca di un senso individuale nel quale le diverse conoscenze intellettuali e teoriche hanno possibilità di integrarsi con le pratiche e le conoscenze autobiografiche. L’inafferrabilità dell’oggetto di cura – l’irripetibile mistero dell’umano – accompagna la riflessione teorica di un ibrido quale la psicoanalisi non cessa di essere. La teoria e la pratica analitica procedono  intrecciate al mutare dell’ambiente storico e sociale, nel mondo esterno, e nel mondo interno l’uomo vive un’altra dimensione: il loro rapporto appare contorto e spesso incoerente, ma proprio qui si manifesta e si rinnova la funzione culturale dell’“avvenire di un’illusione”. Il suo sapere, da sempre alla ricerca di uno statuto scientifico, è inscindibile dalla pratica artigiana della clinica, dall’incontro con gli straniamenti identitari della contemporaneità.
La talking cure, nonostante oggi ci appaiano naturalmente superati molti assunti dei classici, conserva il potere della trasformazione. E sempre più spesso la cura attraverso la relazione diventa, alla lettera, la relazione che cura.
In questo percorso si dedica un’attenzione particolare alle “due persone che si parlano in una stanza”, all’incontro di mondi mentali altri, ognuno con una sua lingua e una sua cultura. L’attenzione all’io-tu, alla pratica e alla riflessione della relazione a due rappresenta un assunto irrinunciabile per una formazione che vuole essere analitica.

  • I temi della psicoanalisi – la struttura psichica, il sogno, la relazione, le nuove malattie dell’anima della nostra attualità (depressione, narcisismo, perversioni) – sono intrecciati con le teorie (da Freud e Jung ai contemporanei) e con le biografie dei loro autori.
  • Il lavoro sul sogno e sulle immagini si apre al confronto con le immagini della tradizione spirituale, della pittura e del cinema.
  • La pratica dell’ascolto si costruisce anche attraverso esercitazioni dove le psicologie del profondo non temono il contagio interdisciplinare con il romanzo, la poesia, la musica.
  • Ogni ciclo avrà dei Leitmotiv, uno o due argomenti che ben si prestano a incroci letterari/corporei/filosofici (tempo, desiderio, tradimento, doppio, identità di genere, creatività…).

Le lezioni sono introdotte da un breve momento di meditazione, le parti teoriche sono sempre accompagnate da esercitazioni pratiche, discussione di casi clinici, interventi e/o altro proposti dagli allievi.

 

Percorso a cura di Nicole Janigro e Uber Sossi

 

 

PERCORSO FORMATIVO: LO SGUARDO AUTOBIOGRAFICO

 

Il lavoro di questo percorso è centrato sullo sguardo autobiografico, per come si esprime in forme molteplici e si comunica attraverso certe oggettivazioni verbali e non verbali.
I temi di cui ci si occupa nel corso del quadriennio sono:

  • esperienza e vita quotidiana;
  • memorie e interazioni sociali;
  • narrazioni e narrazioni di sé;
  • autobiografia e biografia.

Indicativamente, i temi vengono sviluppati in successione nei quattro anni, ma intrecci e sovrapposizioni sono la norma in quanto le tematiche affrontate sono strettamente interconnesse.
Il percorso utilizza momenti di lezione, esercizi individuali e in gruppo, conversazioni e discussioni collettive.
Vengono presentati libri e ricerche sugli argomenti trattati. Inoltre si utilizzano e si commentano materiali di provenienza diversa come romanzi, poesie, film, fumetti e canzoni.
Obiettivo del percorso è innanzitutto ampliare e articolare la capacità di ciascuno di volgere su di sé uno sguardo autobiografico per ciò che riguarda a) aspetti che hanno a che fare con l’introspezione (riconoscimento dei vissuti, elaborazione della propria soggettività); b) aspetti relativi alle determinazioni “oggettive” della propria esperienza (storia sociale, collocazione generazionale ecc., entro cui si è inseriti); c) il rapporto che tale sguardo intrattiene con lo sguardo degli altri (costruzione dei ruoli e distanza dal ruolo, identità e riconoscimento). Nel percorso si intende inoltre sviluppare le capacità di ognuno di essere sensibile ai corsi biografici altrui.
Parte integrante del percorso è la scrittura, da parte di ogni studente, di una propria autobiografia (nel primo biennio) e di una biografia (nel secondo biennio). A questo fine, durante le lezioni vengono esaminati insieme i molteplici aspetti, teorici e metodologici, di tali esperienze e gli studenti vengono accompagnati lungo il processo di scrittura della propria storia di vita e di quella di un altro individuo, in connessione anche con le implicazioni relative all’analisi biografica a orientamento filosofico e agli altri percorsi della scuola.

 

Percorso a cura di Paolo Jedlowski e Chiara Mirabelli