Da Omero in poi, le parole composte con il suffisso Philo
servivano a descrivere l'atteggiamento di chi faccia coincidere il proprio interesse, il proprio piacere, la propria ragione di vita con una determinata attività.
Pierre Hadot

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PROGRAMMA QUADRIENNALE DELLA SCUOLA IN ANALISI BIOGRAFICA A ORIENTAMENTO FILOSOFICO

 

Il corso quadriennale della Scuola in Analisi biografica a orientamento filosofico (Abof) prevede 10 weekend di frequenza a cadenza mensile tra novembre e ottobre dell'anno successivo (8 ore il sabato e 8 ore la domenica, oltre a un seminario residenziale di 4 giorni nella prima metà di luglio, per un totale annuo di 200 ore) ogni anno. Lungo i weekend sono distribuite le lezioni dei cinque percorsi formativi che si intrecciano caratterizzando il curriculum dell'Abof.

Il diploma in Analisi biografica a orientamento filosofico consente di accedere a Sabof (vedi Statuto) , associazione professionale che riunisce gli analisti filosofi, legalmente riconosciuta ai sensi della legge n. 4/2013. Vedi anche la sezione Sabof in questo sito.

 

Descrizione del programma della scuola

Durante ogni anno si frequentano le lezioni di tutti i percorsi formativi.

Clicca sui titoli qui sotto per leggere le descrizioni di ognuno:

 

- Le pratiche filosofiche, le psicologie del profondo e l'analisi biografica a orientamento filosofico (9 giornate all'anno)

- Analisi e lettura del contesto (3 giornate all'anno)

- Mediazione corporea (5 giornate all'anno)

- Psicologie del profondo (3 giornate all'anno)

- Lo sguardo autobiografico (3 giornate all'anno)

 

Oltre a queste giornate, ogni anno vi sono i 3 giorni del seminario residenziale al quale partecipano con gli studenti i docenti di tutti i percorsi insieme.

 

Qui potete scaricare anche il pdf della Bibliografia di base della scuola.

 

PERCORSO FORMATIVO: LE PRATICHE FILOSOFICHE, LE PSICOLOGIE DEL PROFONDO E L'ANALISI BIOGRAFICA A ORIENTAMENTO FILOSOFICO

 

Le pratiche filosofiche e l'analisi biografica a orientamento filosofico

 

Questo percorso comprende due grandi aree di studio che entrano in risonanza e si arricchiscono reciprocamente:

1) Materia di studio sono, in primo luogo, le pratiche filosofiche e il loro contesto storico: pratiche antiche, sviluppate nel lavoro di Platone e Aristotele e codificate nelle scuole più tarde; e pratiche rinnovate, elaborate alla luce degli esercizi spirituali e del metodo biografico, in modo da essere appropriate alla fase della modernità matura, cioè al mondo così come lo conosciamo.
2) Sulla base del lavoro filosofico, lo studio si concentra, in secondo luogo, su quella pratica specifica e professionale che è l’analisi biografica a orientamento filosofico (abof). Per preparazione ad abof si intende una formazione che consenta la pratica dell’analisi, individuale e di gruppo (anche se la legittimazione all’inizio della professione risiede nella approvazione dell’analista personale); della consulenza orientata analiticamente; della formazione alle pratiche filosofiche; e dell’accompagnamento spirituale laico.

Questo duplice percorso è finalizzato alla conoscenza approfondita delle pratiche filosofiche che costituiscono lo specifico formativo della scuola Philo e aprono vie originali per la declinazione dell’analisi. I temi verranno affrontati attraverso l’alternanza di lezioni, pratiche ed esercizi filosofici, lavoro su casi di analisi biografica a orientamento filosofico. È da notare che la distinzione tra lezione ed esercizio non intende riproporre la dicotomia tra teoria e pratica: l’esercizio non si riduce a teoria applicata ma è orizzonte entro cui si dà la conoscenza; a sua volta la lezione è esercizio del pensiero in atto, “postura della parola” pronunciata e ascoltata.
Lo studio delle pratiche filosofiche e quello dell’analisi biografica a orientamento filosofico procedono di pari passo e si snodano in un percorso di quattro anni, circolare e ricorsivo, secondo le tematiche comuni a tutta la scuola: cura, relazione, simbolo, trascendenze. Ogni volta queste grandi aree di interesse saranno attraversate secondo lo sguardo e l’atteggiamento proprio del discorso e degli esercizi delle pratiche filosofiche antiche e di quelle rinnovate, cercando di comprendere la stessa abof come un esercizio specifico delle pratiche rinnovate, nel suo intreccio, critico e creativo, con le psicologie del profondo.

 

Le psicologie del profondo

 

Nel progetto di Philo il rapporto tra le filosofie, le pedagogie, le psicologie del profondo, le metodiche e le tecniche persegue la ricerca di un senso individuale nel quale le diverse conoscenze intellettuali e teoriche hanno possibilità di integrarsi con le pratiche e le conoscenze autobiografiche. L’inafferrabilità dell’oggetto di cura – l’irripetibile mistero dell’umano – accompagna la riflessione teorica di un ibrido quale la psicoanalisi non cessa di essere. La teoria e la pratica analitica procedono  intrecciate al mutare dell’ambiente storico e sociale, nel mondo esterno, e nel mondo interno l’uomo vive un’altra dimensione: il loro rapporto appare contorto e spesso incoerente, ma proprio qui si manifesta e si rinnova la funzione culturale dell’“avvenire di un’illusione”. Il suo sapere, da sempre alla ricerca di uno statuto scientifico, è inscindibile dalla pratica artigiana della clinica, dall’incontro con gli straniamenti identitari della contemporaneità.
La talking cure, nonostante oggi ci appaiano naturalmente superati molti assunti dei classici, conserva il potere della trasformazione.
In questo percorso si dedica un’attenzione particolare alle “due persone che si parlano in una stanza”, all’incontro di mondi mentali altri, ognuno con una sua lingua e una sua cultura.

  1. I temi della psicoanalisi – la struttura psichica, il sogno, la relazione, le nuove malattie dell’anima della nostra attualità (depressione, narcisismo, perversioni) – sono intrecciati con le teorie (da Freud e Jung ai contemporanei) e con le biografie dei loro autori.
  2. Il lavoro sul sogno e sulle immagini si apre al confronto con le immagini della tradizione spirituale, della pittura e del cinema.
  3. La pratica dell’ascolto si costruisce anche attraverso esercitazioni dove le psicologie del profondo non temono il contagio interdisciplinare con il romanzo, la poesia, la musica.

Le lezioni sono introdotte da un breve momento di meditazione, le parti teoriche sono sempre accompagnate da esercitazioni pratiche, discussione di casi clinici, interventi e/o altro proposti dagli allievi.

 

Lezioni ed esercizi di questi percorsi intrecciati sono a cura di Claudia Baracchi, Nicole Janigro, Romano Màdera, Domitilla Melloni, Moreno Montanari, Uber Sossi

 


PERCORSO FORMATIVO: ANALISI E LETTURA DEL CONTESTO

 

La premessa di questo percorso è che tutto ciò che accade avviene dentro una rete di relazioni dinamiche, che cambiano continuamente e sviluppano forme, idee, visioni del mondo, in larga parte inconsapevoli. L’informazione prende senso sempre e solo in un contesto. Il classico dualismo che separa soggetto e oggetto, centrato sul linguaggio “delle cose”, viene sfidato per mettere al centro il “pattern che connette” (Bateson), le relazioni, le (inter)azioni così da celebrare la complessità, la coerenza e la bellezza che caratterizzano ogni sistema evolutivo: l’individuo, la relazione terapeutica, la famiglia, il team di lavoro, la società più ampia... fino al cosmo (e oltre?). Questo richiede ai neofiti del pensiero sistemico una trasformazione (non facile) dello sguardo, che sarà utile al futuro analista filosofo in quanto apre prospettive e pensabilità inedite, comportando anche una rivisitazione delle proprie premesse, emozioni e posture relazionali. L’auto-consapevolezza emozionale (Sclavi) ne è parte integrante.
Alcuni temi trattati nel percorso sono:

  • i molteplici linguaggi della comunicazione e della conoscenza;
  • la famiglia come sistema evolutivo complesso;
  • l’osservazione come processo che svela l’osservatore;
  • la conduzione di conversazioni generative e trasformative con singoli e gruppi.

Il percorso utilizza momenti di attivazione dell’esperienza, i diversi linguaggi estetici (disegno, metafora, sculture...), simulazioni e role playing, conversazioni e discussioni collettive volte alla costruzione di una teoria soddisfacente e finalizzata all’azione deliberata. Verranno proposte letture tratte dalla vasta letteratura sistemica, ma sempre con l’idea che ogni allievo elabori un proprio percorso anche di approfondimento teorico.
Obiettivi del percorso:

  • riconoscere lo sguardo sistemico, comprenderne le implicazioni, imparare a utilizzarlo nella vita quotidiana e professionale;
  • elaborare un’etica/estetica coerente con le premesse sistemiche;
  • com-porre il proprio progetto di apprendimento dentro il contesto di Philo, con i docenti e il gruppo, sviluppando relazioni “ecologiche”, riflessive e improntate all’auto-consapevolezza emozionale.

Percorso a cura di Laura Formenti e Andrea Prandin

 


PERCORSO FORMATIVO: MEDIAZIONE CORPOREA

 

L’ascolto dell’altro implica il posizionamento del proprio ascolto. La relazione di cura, per integrare il pensare e il sentire in un identico processo, chiede all’analista la capacità e la disponibilità a stare nel presente con tutto il corpo. Un corpo che non sia solo parlato ma reso partecipe, sensibile, consapevole delle potenzialità delle sue risorse, dei suoi linguaggi e delle sue risonanze. Le molteplici teorie e strategie di presenza corporea, antiche e moderne, sono proposte in questo percorso in un’ottica trasversale e interdisciplinare che, forse per la prima volta, intende andare oltre la particolarità e la prerogativa di una singola scuola, tecnica, ideologia, al fine di tradurre la conoscenza e l’esperienza dei diversi approcci corporei alla formazione e alla cura in un saper essere trasversale ai diversi contesti professionali e alle diverse età della vita.
Il percorso si articola in due moduli paralleli:

  • pedagogia del corpo (innanzitutto l’ascolto attraverso l’espressione corporea, la psicomotricità, il teatro e l’improvvisazione nelle sue varie forme, la danza, le tecniche di consapevolezza posturale, di rilassamento e di meditazione, di uso della voce e della narrazione orale, le loro teorie in una prospettiva che assume il dato autobiografico e i suoi molteplici linguaggi  come necessari al farsi e al trasformarsi dell’esperienza).
  • pratica di lavoro organico (esplorazione delle potenzialità percettive e relazionali di presenza, attenzione, apertura e intenzione; esplorazione e trasformazione di condizionamenti, modelli e automatismi che impediscono al sapere organico di manifestarsi nei nostri gesti e di insegnarci ad ascoltare il corpo anche quando parla un linguaggio simbolico).

Percorso a cura di Ivano Gamelli e Maia Cornacchia

 

 

PERCORSO FORMATIVO: LO SGUARDO AUTOBIOGRAFICO

 

Il lavoro di questo percorso è centrato sullo sguardo autobiografico, per come si esprime in forme molteplici e si comunica attraverso certe oggettivazioni verbali e non verbali.
I temi di cui ci si occupa nel corso del quadriennio sono:

  • esperienza e vita quotidiana;
  • memorie e interazioni sociali;
  • narrazioni e narrazioni di sé;
  • autobiografia e biografia.

Indicativamente, i temi vengono sviluppati in successione nei quattro anni, ma intrecci e sovrapposizioni sono la norma in quanto le tematiche affrontate sono strettamente interconnesse.
Il percorso utilizza momenti di lezione, esercizi individuali e in gruppo, conversazioni e discussioni collettive.
Vengono presentati libri e ricerche sugli argomenti trattati. Inoltre si utilizzano e si commentano materiali di provenienza diversa come romanzi, poesie, film, fumetti e canzoni.
Obiettivo del percorso è innanzitutto ampliare e articolare la capacità di ciascuno di volgere su di sé uno sguardo autobiografico per ciò che riguarda a) aspetti che hanno a che fare con l’introspezione (riconoscimento dei vissuti, elaborazione della propria soggettività); b) aspetti relativi alle determinazioni “oggettive” della propria esperienza (storia sociale, collocazione generazionale ecc., entro cui si è inseriti); c) il rapporto che tale sguardo intrattiene con lo sguardo degli altri (costruzione dei ruoli e distanza dal ruolo, identità e riconoscimento). Nel percorso si intende inoltre sviluppare le capacità di ognuno di essere sensibile ai corsi biografici altrui.
Parte integrante del percorso è la scrittura, da parte di ogni studente, di una propria autobiografia (nel primo biennio) e di una biografia (nel secondo biennio). A questo fine, durante le lezioni vengono esaminati insieme i molteplici aspetti, teorici e metodologici, di tali esperienze e gli studenti vengono accompagnati lungo il processo di scrittura della propria storia di vita e di quella di un altro individuo, in connessione anche con le implicazioni relative all’analisi biografica a orientamento filosofico e agli altri percorsi della scuola.

 

Percorso a cura di Paolo Jedlowski e Chiara Mirabelli