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Da Omero in poi, le parole composte con il suffisso Philo
servivano a descrivere l'atteggiamento di chi faccia coincidere il
proprio interesse, il proprio piacere, la propria ragione di vita
con una determinata attività.
Pierre Hadot
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LE CINQUE REGOLE DELLA COMUNICAZIONE BIOGRAFICO-SOLIDALE
Queste sono le regole comunicative elaborate nel tempo e ora utilizzate come base durante i seminari di pratiche filosofiche, per una comunicazione biografico-solidale.
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1
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Il riferimento all’esperienza biografica è sempre presente,
indipendentemente dal tipo di discorso.
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2
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Le affermazioni dell’altro vengono accolte come espressione del suo
sé e delle sue credenze. Ciò significa che la comunicazione
si discosta dall’opposizione di tesi in competizione per una verità
che escluda la verità dell’altro.
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3
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L’ascolto dell’altro è aperto, il che significa che
tende a sospendere ogni interpretazione sostitutiva del tipo "Quel che
ho sentito è solo una copertura di qualcos’altro".
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4
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Il contributo e la restituzione di chi ascolta tendono a esprimersi come
un’offerta anamorfica, il che significa la possibilità che il
diverso punto di vista scopra altri aspetti di ciò che si è
detto, e che questi altri aspetti possano essere liberamente presi in considerazione,
o trascurati, da chi guida l’incontro.
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5
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La tentazione della distruttività nella contrapposizione confutativa
deve essere sospesa e riesaminata autoanaliticamente e in silenzio. |
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