Da Omero in poi, le parole composte con il suffisso Philo
servivano a descrivere l'atteggiamento di chi faccia coincidere il proprio interesse, il proprio piacere, la propria ragione di vita con una determinata attività.
Pierre Hadot

Scuola ABOF
Programma quadriennale
Ammissioni
Docenti e collaboratori
Calendario lezioni
 
Scuola MITOBIOGRAFICA
 
Centro culturale Philo
Calendario eventi
Archivio eventi
Pratiche filosofiche
 
Sportelli per l'ascolto
 
Pubblicazioni Philo
Sede
 
NEWSLETTER
SITI CONSIGLIATI
HOME PAGE

 

LE CINQUE REGOLE DELLA COMUNICAZIONE BIOGRAFICO-SOLIDALE

Queste sono le regole comunicative elaborate nel tempo e ora utilizzate come base durante i seminari di pratiche filosofiche, per una comunicazione biografico-solidale.

 

1

 

Il riferimento all’esperienza biografica è sempre presente, indipendentemente dal tipo di discorso.

2

 

Le affermazioni dell’altro vengono accolte come espressione del suo sé e delle sue credenze. Ciò significa che la comunicazione si discosta dall’opposizione di tesi in competizione per una verità che escluda la verità dell’altro.

 

3

 

L’ascolto dell’altro è aperto, il che significa che tende a sospendere ogni interpretazione sostitutiva del tipo "Quel che ho sentito è solo una copertura di qualcos’altro".

 

 

4

 

Il contributo e la restituzione di chi ascolta tendono a esprimersi come un’offerta anamorfica, il che significa la possibilità che il diverso punto di vista scopra altri aspetti di ciò che si è detto, e che questi altri aspetti possano essere liberamente presi in considerazione, o trascurati, da chi guida l’incontro.

 

 

5

 

La tentazione della distruttività nella contrapposizione confutativa deve essere sospesa e riesaminata autoanaliticamente e in silenzio.