Da Omero in poi, le parole composte con il suffisso Philo
servivano a descrivere l'atteggiamento di chi faccia coincidere il proprio interesse, il proprio piacere, la propria ragione di vita con una determinata attività.
Pierre Hadot

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Ma dove sono le parole?
Scoprire la poesia da bambini nelle periferie multietniche di Milano
con una maestra fuori dal comune

 

con Chandra Livia Candiani, Andrea Cirolla, Giorgio Morale

mercoledì 20 maggio 2015 - ore 21.00

 

ingresso libero

 

Scarica la locandina.

 

 

Il silenzio mi passava tra le vene / sembra infinito il silenzio. Sono le parole di un poeta. Ma ha nove anni e forse nemmeno frequenta più la scuola. Eppure proprio a scuola ha imparato a comporre versi, dopo aver incontrato una strana maestra, diversa da tutte le altre. Questo libro raccoglie l’esperienza di Chandra Livia Candiani, poeta,  in diverse scuole elementari di Milano e raccoglie una selezione delle poesie dei circa 1.400 studenti che hanno partecipato ai suoi seminari.

 

«Sono le voci di bambini e bambine di nove e dieci anni. Molti vengono da Paesi stranieri, molti vivono qui scomodi. C’è un silenzio dietro queste voci, un silenzio che gli ha permesso di parlare. Questo silenzio è esposizione massima al rumore delle vite degli altri. Di cosa si fidano i bambini? Perché decidono di poter dire? Si fidano del silenzio di indirizzi, di indicazioni, di giudizi, si fidano del non sapere prima, si abbandonano al viaggio insieme. Per mano. Senza rete».

 

Sede: Philo pratiche filosofiche - via Piranesi 10/12 – Milano