Da Omero in poi, le parole composte con il suffisso Philo
servivano a descrivere l'atteggiamento di chi faccia coincidere il proprio interesse, il proprio piacere, la propria ragione di vita con una determinata attività.
Pierre Hadot

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mercoledì 9 novembre 2016 – ore 21.00-23.00

 

Carl Gustav Jung

 

Presentazione del nuovo libro di Romano Màdera (Feltrinelli 2016)
con l’autore, Sabof, i docenti di Philo e il Laboratorio Analitico delle Immagini

 

ingresso libero

 

 

Scarica la locandina

 

In Jung c’è una sorta di romantica aspirazione alla totalità dell’umano dentro e oltre le sue mille fratture. Per me è proprio questa aspirazione ciò che svetta nel suo lascito.
Romano Màdera

 

Ogni vita umana chiede di essere salvata. Ogni vita umana si fa strada nel mondo

impersonale delle convenzioni, si scava nella pietra refrattaria dei conformismi, si mette in cerca della voce segreta che la chiama a spogliarsi di ciò che è noto ma non le appartiene, per assumere fino in fondo ciò che le appartiene ma non conosce ancora.
È sull’onda di questa idea di salvezza che Romano Màdera rivisita il pensiero di Jung, mettendo al centro della sua rilettura il documento più enigmatico dell’intera opera junghiana, quel Libro rosso che lo psicoanalista svizzero aveva composto in una stagione segnata dal travaglio interiore e dalla necessità drammatica della trasformazione della propria vita come del proprio pensiero.
Màdera rilegge con pazienza e audacia queste pagine sconcertanti e personalissime regalandoci una rivisitazione profondamente filosofica e quasi sapienziale del lascito junghiano.
E ci dona un libro capace di misurarsi in maniera radicale con gli enigmi tutti umani del sacro come potenza di trasformazione, della morte interiore come fuga dai pericoli della metamorfosi, della rinascita come incalcolabile avventura del divenire se stessi.

 

 

Sede: Philo – Pratiche filosofiche, via Piranesi 12 – Milano – piano I

Passante Ferroviario/Porta Vittoria – Autobus/73 e 90 – Tram/12-27