Da Omero in poi, le parole composte con il suffisso Philo
servivano a descrivere l'atteggiamento di chi faccia coincidere il proprio interesse, il proprio piacere, la propria ragione di vita con una determinata attività.
Pierre Hadot

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11 incontri da febbraio a dicembre 2017 - ore 21.00-23.00

 

Il genio della biblioteca

 

ingresso libero

 

Claudio Parmiggiani, Senza titolo, 2010 - Chiesa di San Giorgio in Poggiale, Bologna - Crediti fotografici, Claudio Abate, Roma -
Courtesy Archivio Claudio Parmiggiani, Parma

 

Scarica la locandina

 

Nella biblioteca di Borges con Susanna Fresko: 9 febbraio


Nella biblioteca di Woolf con Liliana Rampello: 9 marzo


Nella biblioteca di Lacan con Massimo Recalcati: 20 aprile

(questo incontro sarà presso Frigoriferi Milanesi, sala Carroponte, via Piranesi 10,entrata vicina a quella di Philo)


Nella biblioteca di Jung con Massimo Diana: 4 maggio


Nella biblioteca di Sapienza con Andrée Bella: 25 maggio


Nella biblioteca di Freud con Nicole Janigro: 21 settembre


Nella biblioteca di Marx con Romano Màdera: 5 ottobre


Nella biblioteca di Nietzsche con Moreno Montanari: 19 ottobre


Nella biblioteca di Gadda con Mauro Bersani: 9 novembre


Nella biblioteca di Fondazione Mondadori: 30 novembre

 

Nella biblioteca di Philo – Pratiche filosofiche: 12 dicembre

 

L’universo (che altri chiamano la Biblioteca) si compone d’un numero indefinito, e forse infinito, di gallerie esagonali, con vasti pozzi di ventilazione nel mezzo, bordati di basse ringhiere. Da qualsiasi esagono si vedono i piani superiori e inferiori, interminabilmente. La distribuzione degli oggetti nelle gallerie è invariabile. Venticinque vasti scaffali, in ragione di cinque per lato, coprono tutti i lati meno uno; la loro altezza, che è quella stessa di ciascun piano, non supera di molto quella d'una biblioteca normale. (Jorge Luis Borges, La biblioteca di Babele)

 

Se il labirinto è un’allegoria della complessità del mondo, una biblioteca rappresenta il tentativo di costruirlo, contenerlo. Protegge dall’inesorabile e imprevedibile disordine della vita. Che, ogni volta, porta a desiderare un libro in più.
I libri di una biblioteca esprimono la personalità di chi li ha scelti e, disposti negli scaffali, ne svelano non solo la formazione e i gusti, ma anche le contraddizioni e, talvolta, i segreti. Parlano di noi, delle storie di cui siamo fatti, raccontano, almeno in parte, anche la nostra. Costituiscono la nostra famiglia elettiva o la nostra cerchia di amici, sono forse l’unica utopia davvero realizzata: uno spazio in cui autori di tempi diversi possono convivere e la diversità farsi risorsa. Per questo il nostro ciclo sceglie di provare a raccontare alcuni grandi a partire dalla descrizione delle loro biblioteche.

 

Sede: Philo – Pratiche filosofiche, via Piranesi 12 – Milano – piano I

Passante Ferroviario/Porta Vittoria – Autobus/73 e 90 – Tram/12-27