Da Omero in poi, le parole composte con il suffisso Philo
servivano a descrivere l'atteggiamento di chi faccia coincidere il proprio interesse, il proprio piacere, la propria ragione di vita con una determinata attività.
Pierre Hadot

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domenica 5 marzo 2017 – ore 9.00-13.00 e 14.00-18.00

 

La carovana dei disegni ritrovati
Abbracciare la propria vita con la pittura e il disegno


Seminario con Francesca Amat

 

Scarica la locandina

 

“La carovana dei disegni ritrovati” è un viaggio condiviso in cui è possibile ricomporre il sentiero della propria vita, attraverso disegni inizialmente formati da linee e piccole tracce di colore, fino a giungere al dono, più approfondito: la scoperta di una visione che prende la vera e propria forma di un piccolo dipinto.
Un appassionante viaggio nella memoria che si fa visione con astrazione, simboli e miti per abbracciare periodi della nostra vita creando dipinti con le proprie mani: avvolgenti, inediti, opere che compaiono soltanto ora ma per sempre, come nuove forme di incontro, tra noi e noi. Il metodo offre un percorso che valorizza la persona attraverso l’esperienza artistica, per favorire l’incontro con il proprio talento visivo.
La ricerca e la sperimentazione proposte portano a trasformare il giudizio in osservazione profonda, privilegiando la diversità come fonte inesauribile di ricchezza e la frequentazione del limite come nucleo di qualsiasi processo di crescita. 

 

Costo e modalità di iscrizione
Costo 60 euro, iscrizioni entro il 24 febbraio 2017. È necessario iscriversi scrivendo a info@scuolaphilo.it. Min. 3, max 10 partecipanti.

 

Francesca Amat, artista visiva e performer, si dedica da oltre 20 anni alla pedagogia creativa e teatrale ideando testi e fiabe sulla natura e i diritti umani. Ha condotto laboratori in oltre 50 tra nidi, scuole dell’infanzia e primarie, centri diurni, asl, carceri. Conduce seminari per insegnanti, educatori, genitori e studenti, presso scuole pubbliche, biblioteche e università.

 

Storia biografica della carovana

Un giorno di tanti anni fa decisi di sintetizzare tutte le cose che mi stavano capitando, tante, intense, significative, con dei segni tracciati in una mappa. Decisi che per prendere coscienza delle cose che stavano accadendo avevo bisogno di vederle tutte contemporaneamente, in un grande foglio bianco. La mappa riguardava gli ultimi tre anni della mia vita che si affacciava ai 27 anni. mi accorsi che sarebbe stato bellissimo provare a disegnare l’intera mappa della mia vita e così feci, pensando di dividerla in blocchi di sette anni. 0-7, 7-14, 21-28. Trovai il modo di  tradurre gli eventi in linee, ora pressate ed energiche ora leggere  e delicate. Nacque l’alfabeto degli stati d’animo. Fu significativo scoprire come gli eventi drammatici tradotti in segno convivessero pacificamente con gli eventi gioiosi, tradotti in altro segno, generando un sentiero fitto di rovi e fiori dove tutto cooperava senza “giudizio”. Quello che nella mente pesava con uno spazio preponderante, ora dispiegato nella mappa conviveva insieme a tutto il resto, ridimensionandosi e favorendo una presa di coscienza che mi poneva come osservatrice del disegno della mia vita. Scoprii poi che da ogni settenario si diramava un sentiero che portava al centro: c’è una parola in sanscrito che ben spiega cosa trovai in quel centro: Samavaya  (intima relazione tra una sostanza e le sue qualità = incontro stupefatto), l’incontro era con immagini di luoghi, simboli e miti.  nacque il desiderio di donare a ciascuna fase della vita un luogo speciale, un simbolo, un mito. ogni periodo e la sua esperienza poteva ora avere un piccolo quadro dove abitare. Vidi così avvolta la mia prima infanzia da un tramonto rosso e viola e l’adolescenza da un monte silenzioso.

 

Sede: Philo – Pratiche filosofiche, via Piranesi 12 – Milano – piano I

Passante Ferroviario/Porta Vittoria – Autobus/73 e 90 – Tram/12-27