Da Omero in poi, le parole composte con il suffisso Philo
servivano a descrivere l'atteggiamento di chi faccia coincidere il proprio interesse, il proprio piacere, la propria ragione di vita con una determinata attività.
Pierre Hadot

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martedì 30 gennaio 2018 – ore 21.00-23.00

 

Il cane di Giacometti

 

con Stefano Raimondi

 

ingresso libero

 

Scarica la locandina

 

Presentazione del libro di Stefano Raimondi Il cane di Giacometti (Marcos y Marcos, 2017).

“Da principio scelto come segno di miseria e solitudine, il cane mi pare disegnato adesso come spettro armonico, la linea della schiena che risponde alla linea delle zampe, spettro che sa essere l’esaltazione suprema della solitudine”: così Alberto Giacometti diceva a Jean Genet, visitatore del suo atelier, nei primi anni ’50.
E l’oscillazione tra solitudine, miseria e armonia, tra luce, stella, tremore e senso d’abbandono, è forse davvero la cifra del nuovo libro di Stefano Raimondi, secondo tassello del suo Trilogia dell’abbandono.
Esplorare l’abbandono, il senso d’abbandono, dentro le parole e dentro l’orizzonte urbano (due dimensioni che in Raimondi da sempre si intrecciano, già a partire dal libro giovanile La città dell’orto, del 2002), ricercarne le costellazioni di immagini, le risonanze interiori, la voragine di un tombino che si spalanca e il viaggio che tuttavia si apre, in una luce incerta: ecco l’orizzonte di quest’opera, che abbandona, e forse supera, il parallelismo ustionante tra vicenda affettiva e devastazione bellica, così forte nel primo tempo della trilogia, Per restare fedeli (2013).
Perché adesso “guardare da qui commuove / e parlare non è più parlare. // Il vero ci porta via”. (dalla quarta di copertina, nelle parole di Fabio Pusterla)

 

Stefano Raimondi è poeta e critico letterario. Ha pubblicato Una lettura d’anni, in Poesia Contemporanea. Settimo quaderno italiano (Marcos y Marcos, 2001); La città dell’orto (Casagrande, 2002); Il mare dietro l’autostrada (LietoColle, 2005); Interni con finestre (La Vita Felice, 2009); Per restare fedeli (Transeuropa, 2012); Soltanto vive. 59 Monologhi (Mimesis, 2016). È inoltre autore di La ‘Frontiera’ di Vittorio Sereni. Una vicenda poetica (1935-1941) (Unicopli, 2000); Il male del reticolato. Lo sguardo estremo nella poesia di Vittorio Sereni e René Char (Cuem, 2007); Portatori di silenzio (Mimesis, 2012). Suoi testi sono apparsi su «Nuovi Argomenti» (2000, 2004) e nell’«Almanacco dello Specchio» (Mondadori, 2006). Curatore del ciclo d’incontri “Parole Urbane”, svolge inoltre attività di editor presso Mimesis Edizioni e attività di docenza presso la Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari e Belleville La Scuola. È tra i fondatori dell’Accademia del Silenzio e di LABB – Laboratorio permanente sui luoghi dell’abbandono (Università degli Studi di Milano).

 

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