Da Omero in poi, le parole composte con il suffisso Philo
servivano a descrivere l'atteggiamento di chi faccia coincidere il proprio interesse, il proprio piacere, la propria ragione di vita con una determinata attività.
Pierre Hadot

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lunedì 28 maggio 2018 – ore 21.00-23.00

 

Portare la vita in salvo

 

Vito Calabrese in dialogo con Andrea Prandin

 

ingresso libero

 

Scarica la locandina

 

Presentazione di Portare la vita in salvo (la meridiana, 2016), di Vito Calabrese, che dialogherà con Andrea Prandin, Consulente pedagogico, docente Philo, e soprattutto lettore – “non poco stupito” – di questo libro.

 

Vito Calabrese, psicologo e psicoterapeuta presso un Consultorio Familiare della ASL di Bari, si approccia alla scrittura nel faticoso tentativo di ricucire gli strappi di un equilibrio spezzato dall’evento drammatico che ha colpito la sua famiglia nel settembre 2013, quando la moglie Paola Labriola è stata uccisa da un paziente nel centro di salute mentale di Bari presso il quale prestava il servizio di medico psichiatra.
Nella consapevolezza che un dolore così grande schiaccerebbe l’esistenza in una sopravvivenza disperata se non trovasse uno spazio nel quale raccontarsi, Vito affida alle “parole” il compito di creare un ponte tra le voci interiori e le angosce insostenibili di chi ha incontrato l’atrocità e quel bisogno di futuro e di speranza che richiama al gioco della vita: lo deve ai suoi figli e al ricordo di Paola. Questo intreccio tra il gioco della vita e la narrazione di sé è così autentico e potente che diviene utile anche agli amici, ai lettori, alla comunità traumatizzata dalla violenza del delitto.

 

“Ho cominciato a scrivere perché non volevo rimanere senza voce davanti al vuoto provocato dal male. Il trauma abita un non luogo, creargli uno spazio dove fare l'esperienza dell'incontro con l'atrocità è un'operazione indispensabile per mettere un confine fra i vivi e i morti. Nel mio lavoro psicoterapeutico mi ero avvicinato a vicende umane dove il dolore che affliggeva gli altri era qualcosa che poteva accadere anche a me. Quando ti accade qualcosa di assurdo si guarda la vita con meno illusioni e con più gratitudine. Ho scoperto che il tempo del lutto non è fatto solo di vuoto, di mancanza, di desolazione, di nostalgia del futuro, ma anche di tutto quello che l'amore vissuto può continuare a generare nel presente attraverso il rapporto con gli altri, con la bellezza di altri racconti. La mia visione delle cose è cambiata, non posso più prescindere da quello che è accaduto. Qualcuno diceva che Paola non voleva passare su questa vita come un vestito vuoto. Questo libro è un pezzo del suo vestito.”

 

 

Sede: Philo – Pratiche filosofiche, via Piranesi 12 – Milano – piano I

Passante Ferroviario/Porta Vittoria – Autobus/73 e 90 – Tram/12-27