Da Omero in poi, le parole composte con il suffisso Philo
servivano a descrivere l'atteggiamento di chi faccia coincidere il proprio interesse, il proprio piacere, la propria ragione di vita con una determinata attività.
Pierre Hadot

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Per conoscere la mitobiografia così come viene proposta da Philo e in particolare dalla Scuola Mitobiografica vedi il libro

Qual è il tuo mito? (Mimesis 2016), a cura di Susanna Fresko e Chiara Mirabelli, con saggi di I. Carlot, M. Diana, S. Fresko, R. Màdera, C. Mirabelli, M. Montanari, I. Paterlini

 

MITOBIOGRAFICA - SCUOLA PER IL MESTIERE DI VIVERE

 

Cominciare da se stessi,

ma non finire con se stessi; 

prendersi come punto di partenza,

ma non come meta;

conoscersi,

ma non preoccuparsi di sé.”

(M. Buber, Il cammino dell’uomo)

 

Fondata nel 2016, a partire dall'autunno 2019 Mitobiografica

avrà un programma rinnovato

e di durata biennale

 

Programma, costi, docenti e dettagli

on line nelle prossime settimane

 

Incontro di presentazione:

il 3 aprile, ore 21, a Philo

 

 

Che cosa è Mitobiografica

 

È un paradosso: frequentare una scuola per apprendere ciò che non si può insegnare, il mestiere di vivere. Non esistono professionisti della vita, rispetto alla quale siamo tutti dilettanti. Il mestiere di vivere s’impara vivendo, procedendo per tentativi ed errori, correzioni e rielaborazioni, raccontando la propria storia senza raccontarsi storie.
Mestiere deriva dal latino “ministerium”, servizio; al servizio di cosa dunque mettiamo la nostra vita? A guidarci una vocazione esistenziale, un mito. Mitobiografica è uno spazio in cui incontrarsi per imparare a comporre la propria storia, per non correre il rischio che siano altri a scriverla per noi. Coltivare queste domande e provare a dargli risposta.
Ci orientano in questa ricerca l’esperienza delle scuole di filosofia antica, il riferimento alle pratiche filosofiche antiche e rinnovate e, insieme, l’idea di Jung di una scuola che s’interroghi sul senso della vita, sul mito che la muove.
“Ma allora qual è il tuo mito?” si chiede Jung nel 1912, in un momento di grande spaesamento individuale e collettivo. Questa domanda, oggi come allora, segna il disorientamento e insieme fornisce la bussola per ritrovare la via.
Scoprire e perseguire il proprio mito personale significa riconoscere che la nostra vicenda biografica non inizia e non termina con noi, ma s’innesta in un più vasto ordito di relazioni (biologiche, storiche, culturali, sociali, simboliche) che la sostanziano, e alle quali nello stesso tempo ciascuno di noi contribuisce a dare forma e significato con la propria vita. 
“Alcuni mesi fa ho sentito vivere in me una particolare costellazione che trae la sua vita attraverso le generazioni [...]. Ho potuto sentire come uomini di passate generazioni avessero da rappresentare prima di me la stessa problematica, mi somigliassero, avessero gli stessi problemi miei…”.

Queste parole di Ernst Bernhard (Mitobiografia, Adelphi, 1969) tracciano bene l’orizzonte di senso entro cui la scuola lavora: si tratta di riconoscere nella propria storia individuale il senso dell’appartenenza al mondo, di una essenziale e salutare interdipendenza reciproca. Per cominciare da se stessi, ma non finire con se stessi.

 

Contatti e sede

 

Per ulteriori informazioni scrivere a: mitobiografica@scuolaphilo.it

Sede: Philo, via Piranesi 12 Milano.

 

Per approfondimenti

 

Per una prima introduzione alla ricerca di senso nel "mestiere di vivere" come la approfondiamo a Philo, ricerca tanto individuale quanto collettiva, consigliamo innanzitutto il libro La carta del senso. Psicologia del profondo e vita filosofica, di Romano Màdera (Raffaello Cortina, 2012).

E spunti dalla video-intervista a Màdera di Gianandrea Giacoma, per “Being Sapiens”: Ways to go beyond the nihilistic alienation (intervista in italiano; è possibile attivare sottotitoli in inglese)

 

Sull’ampio senso che a Philo diamo a “mito” (e per non confonderlo con il solo significato che a “mitologia” più comunemente si dà) si veda ad esempio l'intervista di Cinzia Figus a Susanna Fresko e Chiara Mirabelli: "Trova i miti che ti rappresentano"