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SEMINARIO DI LECCO
L'attività del seminario di pratiche filosofiche di Lecco che si svolge con cadenza mensile il venerdì sera nella sede della Solevol
di Lecco è iniziata nell'ottobre-novembre 2005, sulla scorta
della frequentazione del seminario di Venezia e dai ritiri di pratica filosofica
da parte di alcuni dei suoi partecipanti.
All'interno del seminario, avendo come punto di riferimento le 5 regole riportate
qui in fondo, si cerca di attuare una modalità condivisa di gestione
del seminario stesso, nei termini della scelta delle tematiche da trattare,
degli esercizi da proporre e della conduzione in generale. Infatti si cerca,
senza che si sclerotizzi su una persona il ruolo di conduttore, anche nell'arco
del singolo incontro, di condividere le proprie competenze ed abilità
in un percorso di crescita comune. Dopo l'ascolto iniziale di una
musica e di qualche minuto di silenzio, si svolge un momento di condivisione
per poi passare all'attività scelta per la serata.
Per informazioni sugli incontri rivolgersi a
ileaum@ecorete.it
A seguire le cinque regole della comunicazione-biografico solidale,
che caratterizzano tutte le comunità di pratiche filosofiche, e che permettono di sottolineare (cfr. gli asterischi *,**) le caratteristiche
anche degli incontri di Lecco.
1. Il riferimento all’esperienza biografica è sempre
presente, indipendentemente dal tipo di discorso.*
2. Le affermazioni dell’altro vengono accolte come espressione del suo
sé e delle sue credenze. Ciò significa che la comunicazione
si discosta dall’opposizione di tesi in competizione per una verità
che escluda la verità dell’altro.
3. L’ascolto dell’altro è aperto, il che significa che
tende a sospendere ogni interpretazione sostitutiva del tipo "Quel che
ho sentito è solo una copertura di qualcos’altro".
4. Il contributo e la restituzione di chi ascolta tendono a esprimersi come
un’offerta anamorfica, il che significa la possibilità che il
diverso punto di vista scopra altri aspetti di ciò che si è
detto, e che questi altri aspetti possano essere liberamente presi in considerazione,
o trascurati, da chi guida l’incontro. **
5. La tentazione della distruttività nella contrapposizione confutativa
deve essere sospesa e riesaminata autoanaliticamente e in silenzio.
* gli interventi di ciascuno dovrebbero avere una durata che permetta la propositività
di tutto il gruppo considerando il tempo a disposizione, evitando monologhi
o dialoghi a due; questo affinché si possa creare una voce della "comunità",
una sinfonia a più voci. "non v'è armonia e concordia dove
un essere vuol assorbire tutto l'essere, ma [...] dove ogni essere serba la
sua natura" (Giordano Bruno, Degli eroici furori);
** L'offerta anamorfica, le proposte, i suggerimenti, vanno intese come "doni"
al gruppo, quindi senza l'interesse e l'aspettativa di qualcosa (in primo
luogo l'effettuazione) in cambio.
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