24 Marzo 2020 - 21:00 / 22:30 | Incontri a Philo

Volti dell’etica e della spiritualità del nostro tempo: Vito Mancuso

Con

  • Vito Mancuso
  • Marco Manzoni

10 euro; 5 euro soci Philo e studenti

Incontro con Vito Mancuso e Marco Manzoni, presso Sala Carroponte – Frigoriferi Milanesi, via Piranesi 10, Milano (vicino alla sede di Philo).

Volti dell’etica e della spiritualità del nostro tempo è un progetto di Marco Manzoni-Studio Oikos in collaborazione con Philo – Pratiche filosofiche e Frigoriferi Milanesi.
Secondo ciclo con tre filmati intervista a figure significative del nostro tempo accomunate da una riflessione etico-spirituale: con le conversazioni filmate di Marco Manzoni a esponenti della cultura laica e religiosa prosegue l’interrogazione sulle grandi questioni etiche del nostro tempo.
Il secondo ciclo è dedicato a tre significative personalità:

- 23/01/2020: Silvia Vegetti Finzi, psicologa clinica e scrittrice (leggi)
- 24/02/2020: Moni Ovadia, artista teatrale e scrittore (leggi)
- 24/03/2020: Vito Mancuso, teologo e scrittore

Terza serata
presso Sala Carroponte – Frigoriferi Milanesi, via Piranesi 10, Milano
Martedì 24 marzo 2020 – ore 21.00
Proiezione della conversazione filmata inedita di Marco Manzoni:
Vito Mancuso: L’origine della vita e il senso del mistero – 60’

Sarà presente alla serata Vito Mancuso

Ingresso: 10 euro; 5 euro per soci Philo, studenti Philo e universitari

Vito Mancuso è un teologo le cui posizioni pubbliche, di frequente non allineate con le gerarchie ecclesiastiche, hanno animato stimolanti discussioni e polemiche. È stato docente in diverse università e ha pubblicato numerosi volumi che hanno avuto un grande successo in Italia e all’estero, tra cui L’anima e il suo destino, Io e Dio. Una guida dei perplessi, Dio e il suo destino, e l’ultimo La forza di essere migliori
La domanda sul senso dell’esistenza è il punto di partenza di questa conversazione nella quale Vito Mancuso parla della grande improbabilità, da un punto di vista scientifico, del fenomeno vita e, ancor più, della sua relazione ordinata e armoniosa nel Cosmo. Mancuso identifica nella separazione tra scienza da una parte e filosofia e religione dall’altra, l’elemento fondamentale alla base dello scarto tra una crescente domanda di spiritualità e le risposte dell’istituzione Chiesa. Per il teologo il dubbio non è contrapposto alla fede, anzi la fede è l’esercizio del dubbio che “questo mondo” sia l’unica realtà esistente. In questo senso, il dubbio è un atto religioso come la preghiera. La sete, innata nell’uomo, di bene e giustizia è la conferma che la dimensione della verità è reale, all’insegna di un pensiero della speranza e non della disperazione. Qui, in questo spazio di ricerca etica, si possono incontrare i credenti e i laici, accomunati dalla prospettiva del bene comune. 
Commentando alcuni intensi pensieri di Einstein e Florenskij, Mancuso ci avvicina al territorio dell’indicibile, al mistero dell’esistenza. La conversazione si conclude attorno al tema dell’amore, considerato l’epifenomeno più sublime, ma quanto mai raro, dell’essere come energia.